Basilica di Arapaj
Basilica di Arapaj
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Il mosaico dellaBasilica di Arapaj

Sito archeologico di Arapaj e la Basilica di San Michele


A poca distanza dalla cittadina di Durazzo (appena 6 chilometri a sud) si trova l’affascinante sito archeologico di Arapaj, noto soprattutto per il rinvenimento delle fondamenta della Basilica di San Michele (Shen Mehilli), considerata uno tra i più grandi edifici religiosi mai scoperti in Albania.

Il mosaico della Basilica di Arapaj

Rinvenuta nel corso di una campagna di scavi (1979/1984) condotta dalla coppia di archeologi Hava e Sali Hidri, la Basilica di Arapaj è conosciuta soprattutto per la meravigliosa decorazione pavimentale che conserva: un mosaico lungo ben 53 metri. La struttura architettonica non è però meno interessante, trovando un confronto nella splendida Chiesa della Natività di Betlemme. Risalente all’incirca all’epoca dell’imperatore Giustiniano, che realizzò a Durazzo un discreto complesso di costruzioni, la basilica presenta una pianta piuttosto tipica del V secolo: sono abbastanza visibili ancora oggi le tre navate che ne costituivano il corpo centrale, il fondo triabsidato e l’atrio sul lato ovest dell’edificio. Sul lato meridionale è tuttora ben conservato un ambiente rettangolare impreziosito da uno splendido mosaico a due emblemata (scene eucaristiche e pastorali), al di sotto del quale si trova un ossuario a cui è possibile accedere attraverso una scala.

La vera attrazione del luogo è senza dubbio il mosaico della Basilica di Arapaj, ove sono rappresentate scene eucaristiche ed immagini di pastori, una vera e propria novità per l’arte bizantina del tempo. Sul pavimento avrete l’occasione di ammirare due cervi raffigurati ai lati di una coppa decorata con grappoli d’uva, e poi ancora la rappresentazione di un pastore intento ad aggiogare un cavallo e di un secondo pastore che nutre un cane. Le due figure sono ben distinte tra loro, poiché il più giovane è raffigurato con indosso una tunica bianca ed il più anziane porta invece una tunica bruna. Al di là della bellezza estetica e decorativa del mosaico, è chiaro che questo sia rappresentativo di un messaggio ben più profondo. Pare infatti che gli animali addomesticati, raffigurati attorno ai pastori, siano simbolicamente rappresentativi del nuovo precetto religioso e della cura rivolta dalla Chiesa verso i suoi fedeli.

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