Parco Archeologico Apollonia
Parco Archeologico di Apollonia
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Alla scoperta del Parco Archeologico di Apollonia

Un'antica città costruita dai corinzi


Se siete appassionati di storia antica e state cercando una meta ideale per una gita nei dintorni di Valona, segnate subito sul vostro itinerario di viaggio il Parco Archeologico Nazionale di Apollonia. Ad appena 12 chilometri di distanza da Fier, nel sud dell’Albania, le rovine di questa antica colonia greca sono diventate negli ultimi anni sempre più frequentate dai turisti. Una volta raggiunto il sito archeologico in macchina o autobus, con un biglietto di ingresso di appena 400 lek potrete visitare infatti uno dei parchi archeologici meglio conservati in Europa, dove potrete ammirare rovine di edifici sacri e pubblici, oltre ad una meravigliosa collezione di reperti antichi allestita in un affascinante museo.

Cosa vedere ad Apollonia

Già per la sua particolare posizione, il sito archeologico di Apollonia risulta affascinante al primo colpo d’occhio. Abbarbicato su di una collina immersa nelle campagne albanesi e completamente circondato da campi di ulivi, il Parco Archeologico non è altro che un gigantesco appezzamento di terra su cui l’archeologo francese Leon Rey ha cominciato a scavare attorno agli anni Trenta, portando alla luce soltanto una piccola parte delle bellezze architettoniche di questa città antica. Attualmente sono ben pochi i siti visitabili dai turisti: oltre all’Acropoli e al Tempio di Artemide, di cui rimane tuttora il frontone sostenuto da cinque colonne in stile corinzio, avrete l’occasione di ammirare i resti di un Bouleuterion (un edificio un tempo destinato al consiglio cittadino) e di un Odeon, scivolato verso il mare in seguito al terremoto che ha colpito la zona. Oltre a questi, il sito regala anche le splendide rovine di terme antiche, di un refettorio meravigliosamente decorato da mosaici e di quello che sembra essere stato un arco di trionfo.

Per quanto possano risultarvi affascinanti, queste rovine sono sicuramente di difficile interpretazione per chi non ha conoscenze specifiche di archeologia o arte antica. Sotto questo punto di vista risulta abbastanza importante il museo ove sono conservati i reperti provenienti dagli scavi della zona. All’interno del Monastero di Santa Maria, edificato nella prima metà del XIII secolo da un gruppo di fedeli cristiani, sono stati allestiti ben sette padiglioni, una galleria e due portici come luoghi di conservazione di monete, statuette, oggetti di uso quotidiano, statue, anfore e molto altro ancora.

Si delinea così abbastanza chiaramente la storia di Apollonia, fondata nel 588 a.C. da coloni corinzi che già avevano stretto rapporti con gli Illiri e che scelsero di costruire una nuova città in questa terra fertile bagnata dalle acque del fiume Vjosa. Fu proprio il porto cittadino, infatti, a renderla una città greca di assoluta rilevanza, passata poi sotto il dominio romano nel 299 a.C. Fu allora che la cittadina venne collegata all’importante Via Egnatia, divenendo così un centro nevralgico del commercio antico lungo la costa adriatica. Giulio Cesare le donò poi il titolo di “città libera”, ringraziando Apollonia per averlo sostenuto nella guerra civile contro Pompeo nel corso del I secolo a.C. Sfortunatamente, nel III d.C. un fortissimo terremoto provocò ingenti danni alla città, tanto da provocarne il declino e poi la rovina definitiva, andando a deturpare la valle ed il fiume che ne avevano fatto la sua fortuna.

Come arrivare ad Apollonia

Trattandosi della meta ideale per una gita giornaliera, Apollonia è comodamente raggiungibile con un’auto propria sia da Durazzo sia da Valona. Vi ci vorrà un’ora di viaggio lungo la statale che conduce al piccolo villaggio di Pojan (una decina di case ed un bar), da cui poi dovrete proseguire seguendo le indicazioni per il Parco Archeologico. Se invece non possedete un mezzo, potrete comunque raggiungere il sito con i furgon locali: dovrete prima dirigervi a Fier, dove dovrete prendere un bus in direzione Pojan e poi proseguire a piedi per una quindicina di minuti fino all’ingresso delle rovine di Apollonia.

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