Scutari
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La bellezza sconosciuta diScutari

Una città ricca di storia e musei


Conosciuta dai più come la “Capitale della cultura albanese”, Scutari è una meravigliosa cittadina del nord che merita di essere visitata per le sue incredibili bellezze naturali e storiche. Immersa nella zona più selvaggia del territorio ed affacciata su uno dei laghi più grandi dell’Europa occidentale – il Lago di Scutari, per l’appunto -, questa cittadina vanta origini molto antiche, che sembrano addirittura risalire al popolo degli Illiri. Ma la sua posizione strategica nel bacino adriatico l’ha resa per molto tempo terra di conquista per Romani, Slavi, Veneziani, Ottomani e Montenegrini, che hanno lasciato nella città tracce evidenti del loro passaggio, tuttora ben visibili dai turisti.

Cosa vedere a Scutari

La lunga storia della cittadina di Scutari è ben evidente nei numerosi edifici culturali e complessi museali che si nascondono tra le stradine del centro e non solo. Una volta che vi trovate a girovagare per la città, non potete mancare la tappa al Castello di Rozafa, considerato il monumento emblema del territorio. Situato su di una collina proprio alle porte di Scutari, presso il ponte che si erge sul fiume Drino, questo edificio risalente al IV secolo a.C. è stato di recente trasformato in un interessante complesso museale, a cui si accede con un biglietto al costo di soli 200 lek. Ma non si tratta certo dell’unico edificio di interesse storico ed artistico che Scutari nasconde.

Muovendovi a piedi tra le strade della città, vi consigliamo assolutamente di fare una tappa alla caratteristica Moschea di Piombo, che prende il nome dal materiale con cui è stata edificata la cupola. Al di là dell’architettura interessante, si deve considerare che questa è la sola moschea ancora presente in città, letteralmente sopravvissuta alla rivoluzione culturale del 1966. Altrettanto affascinanti sono la Moschea Ebu Beker, la cattedrale ortodossa della Natività di Gesù e la cattedrale dedicata a Santo Stefano, a cui gli abitanti di Scutari sono molto affezionati per via della visita di Papa Giovanni Paolo II nel 1993.

Gli appassionati di arte possono invece inserire nel proprio itinerario di viaggio il cosiddetto Archivio Marubi, un complesso museale che raccoglie oltre 50 mila immagini fotografiche che rappresentano l’Albania nel periodo che va dalla fine del 1800 agli inizi del 1900. Questa raccolta si deve al fotografo italiano Pietro Marubi, costretto ad espatriare nel Paese delle Aquile perché sospettato di omicidio. Una volta arrivato qui, aprì il suo primo laboratorio fotografico e cominciò a riprendere interessante scorci di vita quotidiana sullo sfondo dei paesaggi del paese che lo aveva accettato. Oggi tutte queste opere fotografiche sono conservate nel museo, visitabile con un biglietto di appena 6 euro.

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