Museo Storico Nazionale di Tirana
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Il Museo Storico Nazionaledi Tirana

Un edificio di ben 27000 metri quadri


Per i turisti più curiosi di conoscere a fondo la storia dell’Albania è praticamente d’obbligo una tappa al Museo Storico Nazionale di Tirana, in assoluto il più grande dell’intera nazione. Girovagando per il centro della città, sul lato occidentale di Piazza Skanderbeg, vi sarà impossibile non notare questo gigantesco edificio di ben 27000 metri quadri (di cui 18000 destinati all’esposizione), all’interno del quale potrete ripercorrere la storia albanese dal Paleolitico fin quasi all’età moderna.

Museo Storico Nazionale di Tirana: tutte le sezioni

Una volta arrivati sulla piazza centrale di Tirana è quasi impossibile non notare la grande struttura del Museo Storico Nazionale, non solo per la sua imponenza, ma anche per lo splendido mosaico colorato che sovrasta l’ingresso. Intitolato “Gli Albanesi” e realizzato da un gruppo di cinque artisti locali contemporanei, rappresenta il popolo albanese nel corso della storia, dai Greci fino ai partigiani. Non appena varcata la soglia, vi troverete di fronte ad uno spazio perfettamente organizzato, all’interno del quale sono custoditi quasi 5000 oggetti che ricostruiscono la storia dell’Albania dal IV millennio a.C. fino alla metà del XX secolo. Sono ben otto le sezioni in cui la collezione permanente del museo è suddivisa, ognuna rappresentativa di un momento storico importante sia per il popolo sia per il territorio albanese:

  • Padiglione dell’Antichità; situata al piano terra della gigantesca struttura del museo, questa è probabilmente una delle aree espositive più importanti. Qui si trovano tutti i reperti compresi nel periodo che va dal Tardo Paleolitico al Medioevo Primitivo: rinvenimenti dalle abitazioni preistoriche di Maliq, monete coniate in onore del Re Monum, armi dell’Età del Ferro e sculture della scuola di Apollonia

 

  • Padiglione del Medioevo; ben due sale del museo sono dedicate a quello che è stato uno dei periodi più affascinanti della storia, con l’intento di far conoscere ai visitatori l’importante sviluppo sociale, politico ed economico dell’Albania in età medievale. Sono tanti i reperti che testimoniano infatti la crescita dell’agricoltura nel paese e la coniazione delle monete su larga scala, a cui si aggiunge un’interessante serie di testimonianze della resistenza degli albanesi contro i tentativi di dominazione da parte di bizantini, serbi, francesi e turchi

 

  • Padiglione del Rinascimento; probabilmente il più affascinante tra tutti i padiglioni, questo racconta la storia del popolo albanese nel periodo tra i primi decenni del XIX secolo e l’anno di indipendenza del Paese, il 1912. Un percorso tutto fatto di fotografie, cartine, libri, reperti storici e importanti documenti come la Proclamazione dell’Indipendenza Albanese

 

  • Padiglione dell’Indipendenza; è senza dubbio questa l’area che racconta la storia dell’Albania di oggi, ripercorrendo i fatti politici dal giorno della dichiarazione d’Indipendenza (28 novembre 1912) fino al 1939. È il racconto dell’organizzazione di un nuovo Stato attraverso documenti di ogni sorta, incluse fotografie e copie di trattati

 

  • Padiglione dell’Iconografia; istituita nel 1999, questa sezione raccoglie icone ed oggetti di chiese risalenti ad un periodo compreso tra il XVI ed il XIX secolo. Una raccolta che fa conoscere al pubblico i maestri dell’iconografia albanese, tra cui spicca indubbiamente Onufri, considerato il maestro e fondatore dell’arte iconografica locale

 

  • Padiglione dell’Etnocultura; tra l’esposizione di strumenti musicali, armi e vestiti tradizionali, questo è il padiglione che più di tutti permette di avvicinarsi alla cultura popolare del Paese

 

  • Padiglione della Guerra Antifascista; un’intera area racconta la storia della resistenza albanese al fascismo italo-tedesco negli anni della Seconda Guerra Mondiale attraverso reperti di guerra, armi, fotografie e documenti storici di diversa natura

 

  • Padiglione del Genocidio Comunista; ultima sezione del museo, aperta nel 1996. Qui si ripercorre uno dei periodi più recenti dell’Albania, tra il 1943 ed il 1992, quando Hoxha ha tenuto sotto controllo l’intero Paese. Quello che sicuramente vi colpirà di più è la suggestiva lista dei nomi di tutti coloro che sono stati condannati e fucilati durante il regime.

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